Tre camere, tre nomi
Glicine, Salvia e Melograno. Tre stanze diverse, tutte con il tufo a vista e una finestra che guarda fuori. Quale ti tocca te lo diciamo quando confermiamo, scegliendo quella giusta per voi.
Nel centro di Orvieto, dentro la rupe, con la finestra aperta sulle colline umbre.
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Quello che trovi quando arrivi
Glicine, Salvia e Melograno. Tre stanze diverse, tutte con il tufo a vista e una finestra che guarda fuori. Quale ti tocca te lo diciamo quando confermiamo, scegliendo quella giusta per voi.
Il ciambellone esce dal forno la mattina presto e le marmellate sono quelle dell'anno scorso. Si fa colazione quando ti svegli, non quando suona una campanella.
Doccia grande, acqua calda vera, asciugamani che sanno di pulito. Il comfort si misura nelle cose piccole, e qui si vede.
Via dei Tufari 9, nel centro storico. Il Duomo è a quattro minuti a piedi, il pozzo a dieci. L'auto la lasci sotto la rupe e per due giorni te ne dimentichi.
Marta c'è. Ti apre la porta, ti dice dove si mangia bene davvero e a che ora chiude l'ultima corsa della funicolare. Ai messaggi risponde lei.
Le camere e gli spazi
Le camere, il cucinino e la porta di casa. Trascina con il dito o usa le frecce; tocca una foto per ingrandirla.
La camera si assegna in base a chi siete e a quanto vi fermate: te la conferma Marta quando risponde alla richiesta.
Come è nata questa porta aperta
Orvieto non è una città che urla. È un posto che sussurra — nei vicoli dietro il Duomo, nelle cantine scavate sotto le case, nelle facce di chi ci vive da sempre. È qui, in una casa di tufo con tre stanze, che ho aperto Pietrachiara.
Dopo una ristrutturazione lenta, fatta col muratore del posto, volevo che chi entrava sentisse una cosa sola: di essere atteso. Non il lusso freddo degli hotel, non l'anonimato di una stanza qualunque. Qualcosa di più raro — la sensazione di contare, di essere a casa anche lontano da casa.
Le camere hanno i nomi delle piante che tengo sul terrazzo: Glicine, Salvia, Melograno. La colazione la preparo io, e se mi dici che parti presto te la metto da parte. Il late checkout, quando posso, lo concedo volentieri — perché c'è sempre un motivo valido per volere un'ora in più.
— Marta, Pietrachiara
🪨 Sotto la cucina c'è una cantina scavata nel tufo, come in quasi tutte le case del centro: d'estate è la stanza più fresca, e ci tengo il vino.
Quello che dicono gli ospiti — con le loro parole
Trascina le schede o usa le frecce per leggere le altre recensioni.
Il tuo punto di partenza in Umbria
Orvieto sta in mezzo a tutto: il Duomo a quattro minuti a piedi, una città scavata sotto i piedi, Roma e Firenze a un'ora e mezza di treno. Parti la mattina e torni la sera senza rifare la valigia.
La facciata a mosaici cambia colore con la luce: al tramonto diventa oro e la piazza si svuota. Da casa nostra sono quattro minuti a piedi, e si può uscire dopo cena.
Due scale a chiocciola che non si incontrano mai, e sotto la rupe un labirinto di grotte scavate nel tufo. Si visita tutto l'anno, anche quando piove.
Le vigne cominciano appena sotto le mura. Molte cantine accolgono visite e degustazioni su prenotazione — chiedici pure, sappiamo a chi mandarti.
Ci si arriva solo a piedi, da un lungo ponte, e la valle intorno si sgretola da secoli. Mezz'ora d'auto: se parti presto, la mattina è tutta tua.
Domande frequenti
Contatti e come arrivare
Che tu venga per il Duomo, per le cantine, per lavoro o semplicemente per staccare due giorni — qui trovi quello che cercavi. Tre camere, una colazione vera, una persona che risponde.
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marta · password: orvieto2026
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